L’aria è più pesante che mai quando un fantasma ci ruba l’ossigeno

LEGGIAUDIO INTERVENTIFOTOIL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA

L’aria è più pesante che mai quando un fantasma ci ruba l’ossigeno

Giovedì 19 aprile 2012 ore 18.00 c/o Parco Sociale ex officine FdC, via Popilia / viale Mancini COSENZA

ne parliamo con: Giuseppe Infusini e Beniamino Falvo, Osservatorio Nazionale Amianto CosenzaLaura Corradi, docente Unical – coordina Claudio Dionesalvi

E’ stata invitata a partecipare l’Assessore all’Ambiente del Comune di Cosenza, dott.ssa Martina Hauser.

a seguire cena sociale e DJ-SET vs. AMIANTO

Cosenza vive sotto una invisibile cappa di morte e distruzione, senza avere cognizione di causa. La città bruzia non è solo devastata dalla speculazione del mattone o dal degrado sociale per cui ogni problema cittadino diventa una sciarpa di seta da far scivolare addosso, senza che lasci la benché minima traccia o turbamento.

Il cielo di Cosenza assiste – ogni giorno – alla disperazione di chi perde il lavoro, la casa, i diritti, la socialità e nel frattempo l’aria manca, infestata da particelle invisibili all’occhio ma mortali per il corpo.

Stiamo parlando, in altri termini, di quelle particelle sprigionate da alcune leghe di amianto e cemento, comunemente definite eternit (dal nome della fabbrica produttrice). La polvere di amianto, come noto già dagli anni sessanta, provoca gravi forme tumorali come il mesotelioma e l’asbestosi. Ma il business non può arrendersi nemmeno all’evidenza dei fatti, è solo nel 1994 che questo materiale viene definitivamente accantonato, tuttavia rimane in larga parte, disseminato nelle città. L’usura del tempo, soprattutto per il materiale non trattato, favorisce il propagarsi della polvere di amianto, dunque viviamo in città che sono autentiche bombe ad orologeria.La presenza dell’eternit, usato come materiale di copertura o per coibentare le tubature è spaventosamente alta a Cosenza. Le amministrazioni comunali poco fanno per sensibilizzare la cittadinanza, per raggiungere il reale obiettivo, ossia, una reale bonifica che si può ottenere solo tramite rimozione e smaltimento, da effettuare ovviamente in sicurezza . Brevemente ricordiamo che l’amministrazione Perugini aveva avviato un censimento degli edifici in cui era presente eternit, l’amministrazione che l’ha succeduta, ossia quella Occhiuto ha pensato bene di ripetere il censimento..insomma sembra quasi di vedere un cane che vuole azzannare la propria coda e , nel frattempo, gira solo su se stesso.

In altri termini problema che non si vede problema che non esiste : sembra quasi essere la filosofia che vige attorno alla questione eternit. Cosa fare ?

Iniziare a parlarne è già un primo gradino, di certo siamo consapevoli che questo non basta, occorrono serie campagne di bonifica, ma sappiamo bene che si avvia un percorso solo se si è in grado di muovere un passo dopo l’altro.

Rete Difesa del Territorio “F. Nisticò”
www.difendiamolacalabria.org

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